Il film, tratto da una storia vera degli inizi degli anni ‘90, racconta la storia di un ragazzo di ottima famiglia, con esiti molto positivi anche negli studi, che accontenta il bisogno che sente dentro di fuggire da una società che sente stretta e da una famiglia nella quale non si sente a suo agio.
Ne nasce la storia di Christopher McCandless, ripercorsa dalla sorella nei panni della narratrice, suddivisa nei capitoli che lo hanno portato non solo a viverla in prima persona ma a crescere con essa, in un suo percorso interiore che ha coinvolto di fatto in maniera stravolgente tutte le persone che ha incontrato.
La sua avventura in solitario è talmente coinvolgente da far passare senza difficoltà i 140′ di durata, tutti estremamente necessari per dipingere con estrema cura un quadro generale che piano piano si compone.
Ad appassionare lungo lo scorrimento della storia, oltre all’ottimo intrecciarsi di flashback e vissuto contemporaneo, una colonna sonora di Eddie Vedder (noto ai più come leader dei Perl Jam) capace di accompagnare la scena da co-protagonista discreta.
Appassionanti sono anche le infinite citazioni letterarie che il protagonista sfoggia opportunamente con assoluta delicatezza.
Il film finisce per lasciare un segno in chi lo guarda, una traccia lungo la quale riflettere seguendo le molte piste che il protagonista lascia aperte lungo le vicessitudini delle sue esperienze.
Ottimo. Davvero.

When you want something in life, you just gotta reach out and grab it.
Vi consiglio di non seguire i link sulla storia vera del protagonista, ma di gustare il film senza essere a conoscenza di nulla, per gustare appieno della realizzazione cinematografica della storia.
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